Marco Sacco: «In squadra per il futuro delle acque dolci»

All'Isola dei Pescatori lo chef bistellato ha promosso la prima edizione di Gente di Lago e di Fiume per sostenere iniziative di tutela e promozione

Una squadra per la valorizzazione di tutte le acque dolci nel nome di pescatori, chef e di chiunque abbia a cuore la tutela di un patrimonio unico per le sue peculiarità. A rilanciare il progetto, battezzato un paio di mesi fa come Movimento Gente di Lago e diventato nel tempo Associazione Gente di Lago e di Fiume, è stato l’Ambasciatore del Gusto Marco Sacco. Domenica 7 e lunedì 8 ottobre, lo chef due stelle Michelin nato e cresciuto sul lago di Mergozzo che non ha mai ceduto alla tentazione di servire nel suo locale pescato non autoctono, ha riunito all’Isola dei Pescatori sul lago Maggiore tanti colleghi insieme a produttori, aziende per raccogliere fondi destinati a sostenere iniziative di tutela e promozione dei laghi e dei fiumi.

Maurizio Serva, Marco Sacco, Enrico Bartolini e Cristina Bowerman

IL PROGETTO. «Ci siamo associati, abbiamo fatto squadra per pensare al futuro del nostro territorio. Il futuro delle imprese, dei pescatori, dei piatti, ma anche delle persone comuni che hanno a cuore il futuro delle acque dolci. Gente di Lago e di Fiume è un pensiero che ho avuto anni fa e che adesso abbiamo la possibilità di raccontare al mondo», ha detto orgogliosamente Sacco. «In molti ristoranti turistici della zona si servono lasagne e cotoletta e magari non si trova il pesce di lago. Ricordo che, quando negli anni Novanta sembrava un obbligo mettere nel piatto gamberi e capesante, io non ho ceduto. Sono sempre stato anarchico e ho continuato a usare i pesci del mio lago», ha raccontato Sacco che non ha avuto difficoltà a raccogliere consensi. Anche molti Ambasciatori del Gusto, a partire dalla presidente dell’Associazione Cristina Bowerman, hanno aderito all’invito. «È importante dare valore alla promozione dei prodotti del territorio», ha esordito la chef pugliese di Glass Hostaria intervenendo alla tavola rotonda dell’evento nella quale ha posto l’accento sulla difficoltà all’accesso alle materie prime a Km0 da parte di molti ristoratori. Bowerman ne ha approfittato anche per ricordare l’impegno dell’Associazione nei confronti delle micro-imprese dell’agroalimentare italiano alle quali è rivolto il bando pubblicato il 1° ottobre che rimette in circolo i 10.000 euro del premio Orio Vergani ricevuto dall’Accademia Italiana della Cucina.

Enrico Bartolini e Maurizio Serva

LE ESPERIENZE. A raccontare la propria esperienza di utilizzo del pescato delle acque interne si sono avvicendati anche gli Ambasciatori del Gusto Maurizio Serva ed Enrico Bartolini. «I miei clienti chiedevano soltanto spigola – ha raccontato Serva che con il fratello Sandro gestisce il ristorante La Trota di Rivodutri -. Col tempo, la costanza e la qualità abbiamo fatto cambiare idea fino a diventare uno dei punti di riferimento della trota nel panorama italiano». Diversa la testimonianza di Enrico Bartolini che ha visto depauperare il patrimonio ittico delle acque interne del suo territorio natale dove, purtroppo, si è rammaricato, «non è più possibile pescare a causa dell’industrializzazione che ha “violentato” i valori legati alla terra, al lavoro dei contadini e degli artigiani». Pietro Leemann, luganese e vegetariano, invece, ha parlato di un’altra cultura lacustre che può generare turismo selezionato e di qualità. Lo stesso tipo di turismo generato dalla cultura del cibo.

La tavola rotonda moderata da Carlo Passera

LA RACCOLTA FONDI. A dare, invece, una mano nella giornata domenicale dedicata ai piatti con protagonista il pescato lacustre e fluviale hanno contribuito, tra le undici postazioni dell’Isola dei Pescatori, gli Ambasciatori del Gusto Enrico Cerea, Cesare Battisti, Alessandro GilmozziRenato Bosco, Paolo Griffa.

Mariella Caruso